chat spiele whatsapp einstellungen korean dating sites in korea gay accommodation surfers paradise beste dating app deutschland gute frage schönsten sprüche der welt

5 Comandi “TOP” della Synchronous Technology (3 di 5)

Optimize (Ottimizza) Re-Blend (Ri-Raccorda) e go to link Re-Chamfer (Ri-Smussa)

Questi tre comandi di NX presentati sono di fondamentale importanza per chi, come per esempio gli stampisti, lavorano quotidianamente con matematiche importate tramite i traduttori classici (Iges, Step o Parasolid).

Il comando Optimize svolge un compito di razionalizzazione della matematica dove vengono passate in rassegna tutte le superfici e dove NX cerca di semplificare la matematica trasformando le classiche B-Surface in facce piane, cilindriche, coniche oppure riconoscendo dei raccordi. Una volta effettuato questo comando il risultato sarà quello di avere un modello identico al primo ma sicuramente più modificabile con i classici comandi della Synchronous Technology.

source site Re-Blend e Re-Chamfer sono comandi che, analizzando la geometria, vanno a prendere le facce di raccordo e di smusso e le trasformano in “features intelligenti“(per esempio trasformerà delle B-Surface che rappresentano blend con delle features di blend che possiamo poi editare in qualsiasi momento. Queste features sono importanti sia nella modifica del modello che nella semplificazione della matematica durante la preparazione della stessa per un analisi CAE.

tratto da wwww.develop3d.com

5 Comandi “TOP” della synchronous Technology (2 di 5)

Nella versione NX7.5 sono stati introdotti un set di comandi che permettono di modificare oggetti “non prismatici”.

IForm e XForm

Infatti fino alla versione Nx7 era possibile operare con la Synchronous Technology solo su oggetti geometrici e quindi solo con facce piane, cilindriche o coniche. Dalla NX7.5, la potenza della follow site Synchronous Technology si è estesa fino a poterla applicare su qualsiasi tipo di superficie.

In particolare il nuovo comando IForm permette agli utenti di modificare le superfici in maniera dinamica pur mantenendo tutte le relazioni caratteristiche del modello in questione ( vedi per esempio la tangenza con le facce connesse con quella soggetta alla modifica)

tratto da wwww.develop3d.com

Cos’è il PLM?

Cos’è il go PLM? e che differenza c’è tra un sistema PDM (Product Data Management) e un sistema PLM (Product Lifecycle Management)?

Gian Luca Sacco, responsabile Marketing Siemens Industry Software per il sud Europa ci da la sua interpretazione per fare chiarezza su questo argomento sempre più attuale:

Ormai si parla di PLM da tanto tempo che il titolo di questo articolo può sembrare addirittura privo di significato o di alcun interesse, ma durante il mio quotidiano contatto con aziende, sia fornitrici sia utenti di soluzioni PLM, mi rendo conto che, forse, un po’ di chiarezza s’impone.
Le presentazioni e i documenti che si possono trovare in rete sono pieni di definizioni date da illustri atenei o analisti di mercato, che hanno però il problema, in quanto definizioni, di essere molto “stringate” e talvolta criptiche.Insomma, se non si impiega a fare un vero e proprio “parsing” interpretando parola per parola, non si capisce un granché. Ad alimentare i dubbi si aggiunge il fatto che molti fornitori di soluzioni danno al PLM una definizione che in realtà mira più a descrivere la propria soluzione sotto forma di concetto generale, che a fare realmente chiarezza, con il risultato di aumentare la confusione nel mercato.

Innanzitutto occorre precisare che il Product Lifecycle Management è un insieme di tecnologia e atteggiamento aziendale. Solo la corretta analisi e il commitment dell’azienda ad agire su entrambi questi livelli, infatti, può garantire il successo di un progetto PLM.Il risultato dell’implementazione di un sistema PLM è un ambiente dove processi informatici e persone sono in grado di coordinare tutti gli aspetti delle vita “virtuale” di un prodotto, dalle fasi di analisi e stesura dei requisiti e dell’ideazione attraverso la produzione e la distribuzione fino all’eventuale manutenzione post-vendita.La differenza fondamentale tra il PLM e il PDM è che il primo indirizza le fasi del ciclo di vita di un prodotto ben oltre il classico passaggio dalla progettazione alla produzione – gestisce i dati concettuali relativi al prodotto durante le fasi di produzione, lancio del prodotto, distribuzione, controllo qualità, manutenzione e fornitura pezzi di ricambio, ritiro.Viene talvolta chiamato “la spina dorsale digitale”, “il serbatoio della conoscenza” del ciclo di vita di un prodotto perché permette a tutti i partecipanti di collaborare in tempo reale e mette in condizione l’azienda estesa di condividere/sfruttare il proprio capitale intellettuale eterogeneo.

_______________
Gian Luca Sacco
Marketing Director South Europe
Siemens Industry Software S.r.l.
Industry Sector

Soluzioni CAD, CAM, CAE e PLM