lug 21, 2011
Utilizzare soluzioni di integrazione PLM per ottimizzare la produttività sembra essere diventato lo strumento principale per fronteggiare e vincere la concorrenza. Autorevoli studi hanno dimostrato che il successo è dato anche dall’abilità nella scelta di partner e fornitori strategici, dalla capacità di prevedere le tendenze del mercato e dalla facilità di accesso, da parte di tutti gli attori coinvolti nel processo, a informazioni significative e pertinenti. In questo articolo Gian Luca Sacco (Marketing Manager di Siemens Industry Software per il sud Europa) ci spiega come e perchè è necessario farlo.
Sincronizzare la catena del valore favorisce l’innovazione
_Questa tendenza sta mutando la concezione tradizionale di “catena del valore” e la natura dei rapporti che intercorrono tra i produttori e loro fornitori: rapporti che vanno dalle joint venture alle partnership strategiche e possono includere fornitori di ogni dimensione e a tutti i livelli. Di fatto, le aziende leader oggi considerano queste organizzazioni parte integrante delle loro catene del valore ed elementi fondamentali per il loro successo.
L’apparente ossimoro sta nel fatto che, estendendo l’azienda al di fuori dei tradizionali confini fino a raggiungere organizzazioni diverse distribuite in luoghi geografici talvolta molto lontani tra loro, i produttori rendono la loro attività potenzialmente più complessa e incerta. I risparmi di costi ottenuti inizialmente rischiano quindi di essere vanificati dalla perdita di visibilità e di controllo nell’ambito dei processi essenziali del ciclo di vita del prodotto. Senza gli strumenti e le informazioni necessarie a gestire questi rapporti in modo efficace, il costo, la qualità, il time-to-market e le giacenze potrebbero andare rapidamente fuori controllo.
Gestione strategica dell’azienda
A questo punto appare ovvio che la sincronizzazione della catena del valore costituisce un’iniziativa di gestione strategica, e non può essere vista come un semplice insieme di collegamenti automatici tra produttori e fornitori finalizzati a ridurre i costi. Il primo passo verso il miglioramento è quindi l’armonizzazione di questi collegamenti, in modo tale da consentire alle aziende produttrici di innovare più efficacemente, ridurre i costi e incrementare i ricavi e la quota di mercato.
La sincronizzazione della catena del valore creerà quindi relazioni dinamiche in grado di restituire all’azienda i feedback, che, di fatto, la aiuteranno a scegliere i fornitori più adatti e a trasformarli in partner strategici, in grado di svolgere un ruolo essenziale nel processo di sviluppo prodotto. Il risultato è un ambiente che si auto-migliora e si aggiorna continuamente, in grado di adattarsi immediatamente ai nuovi requisiti o ai cambiamenti.
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Ne vale la pena? Secondo AMR Research, le aziende leader nell’innovazione hanno ridotto le scorte di prodotti finiti di oltre il 30% e hanno migliorato la puntualità delle consegne del 25% grazie alla sincronizzazione della catena del valore. (Fonte: Insights into supply chain innovation in Europe, 2006) La sincronizzazione efficace della catena del valore può, quindi, apportare un contributo notevole._
Gestione dei rapporti e integrazione
Gli ambiti fondamentali in cui le aziende manifatturiere devono intervenire se intendono raccogliere i frutti delle reti di fornitori e partner geograficamente distribuiti, senza perdere la capacità di gestire della complessità, di ridurre al minimo i rischi e di controllare i costi, sono fondamentalmente due: la gestione dei rapporti e l’integrazione. Sviluppare e mantenere una catena di valore efficiente attraverso la gestione delle capacità peculiari dei fornitori permette di ridurre i rischi complessivi. Identificare e allineare i partner migliori, per poi coinvolgerli fin dalle fasi iniziali del processo di sviluppo del prodotto, semplifica i processi, contiene i costi, condivide oneri e onori salvaguardando gli obiettivi d’innovazione e di crescita aziendali.
Oggi, per molte aziende che vogliono mantenere la propria leadership di mercato l’automazione della catena del valore è una scelta obbligata. In ragione della complessità sempre più evidente dei rapporti che caratterizzano i diversi attori coinvolti e del fatto che, ovviamente, le catene del valore non sono in grado di contribuire autonomamente in maniera rilevante all’agilità, alla collaborazione e all’innovazione, i produttori devono prevedere in anticipo la domanda, adattarsi rapidamente alle variazioni delle condizioni di mercato e creare catene del valore capaci di muoversi come unità agili e fortemente coordinate.
Condividere le informazioni e innovare più della concorrenza
La capacità di condividere i dati con chiunque, indipendentemente dall’origine di questi, dal ruolo dell’utilizzatore, o dal fatto che siano testi o modelli tridimensionali dei prodotti, consente ai team di prendere decisioni informate che contribuiscono a gestire i costi, la qualità e il time-to-market con la massima efficacia. Secondo gli esperti del settore, le aziende che apportano innovazioni alla catena del valore utilizzano, per il 78% in più, tecnologie e strumenti di approvvigionamento sofisticati e investono il 189% in più rispetto alle aziende meno performanti, in tecnologie che aumentano l’integrazione con i partner strategici e i fornitori. Riescono così ad acquisire una percentuale d’informazioni accurate quattro volte superiore rispetto alla media delle aziende, prevedendo e sfruttando meglio le opportunità di mercato. Queste aziende dispongono di strumenti migliori per adottare decisioni di acquisto più precise e per gestire le rispettive catene di distribuzione, in modo da conquistare un vantaggio strategico (Fonte: “Supply chain excellence”, BusinessWeek. 25 aprile, 2005). Le aziende, fino a oggi, hanno spesso implementato soluzioni parziali a supporto delle varie funzioni in cui si articola il ciclo di vita del prodotto. Di conseguenza non sempre hanno ottenuto i vantaggi che possono derivare solamente da una gestione pienamente integrata. Un ambiente coerente, che comprenda risorse interne ed esterne, e che integri i suoi sistemi (PLM, ERP, SCM e CRM) nella misura necessaria a sincronizzare le attività, consente alle aziende manifatturiere di gestire al meglio attività svolte in altre zone geografiche, come se si trattasse di un insieme coordinato e non semplicemente della somma delle parti.
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Gian Luca Sacco
Marketing Director South Europe
Siemens Industry Software S.r.l.
Industry Sector
